Il coefficiente di redditività è uno dei parametri chiave del regime forfettario: determina quanta parte del tuo fatturato viene considerata "reddito" e quindi tassata. Capire quale si applica alla tua attività è fondamentale per stimare correttamente le tasse da pagare.
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Nel regime forfettario non si deducono le spese professionali reali. Al loro posto, la legge applica un coefficiente fisso che rappresenta la percentuale di fatturato considerata reddito imponibile. La parte restante (100% − coefficiente) è considerata costo forfettario, non tassata.
Esempio: coefficiente 78% su €50.000 di fatturato → reddito imponibile lordo €39.000. Il 22% restante (€11.000) è costo forfettario escluso dalla tassazione.
I coefficienti sono definiti dalla Legge 190/2014, Allegato 4. I valori possono essere aggiornati dalla normativa: verifica sempre con fonti ufficiali o un commercialista.
| Coeff. | Attività principali | Esempi pratici |
|---|---|---|
| 40% | Commercio al dettaglio/ingrosso alimentare, industrie alimentari e bevande, ristorazione, bar, catering, alloggio | Ristoranti, bar, gelaterie, B&B, hotel, affittacamere, agriturismo, supermercati |
| 54% | Commercio ambulante non alimentare | Bancarelle, mercatisti (abbigliamento, elettronica, ecc.) |
| 62% | Intermediari del commercio | Agenti di commercio, rappresentanti, mediatori |
| 67% | Commercio ambulante alimentare, artigiani (riparazione/installazione/manutenzione), trasporto | Elettricisti, idraulici, meccanici, tassisti, trasportatori, estetisti |
| 78% | Professionisti con albo ordinistico, consulenti aziendali, finanza, istruzione, sanità | Avvocati, ingegneri, architetti, medici, commercialisti, psicologi, consulenti |
| 86% | Freelance digitali, grafica/design, media, costruzioni (agenzie), attività artistiche e sportive | Sviluppatori, designer, copywriter, fotografi, personal trainer, agenti immobiliari |
A parità di fatturato, chi ha un coefficiente più alto paga più tasse (ma anche, proporzionalmente, ha meno spese reali riconosciute). Chi ha un coefficiente basso ha un "scudo" forfettario maggiore.
| Fatturato | Coeff. 40% | Coeff. 78% | Coeff. 86% |
|---|---|---|---|
| €40.000 | Imponibile lordo: €16.000 | €31.200 | €34.400 |
| Imp. sostitutiva 15% | €2.400 (lordo) | €4.680 (lordo) | €5.160 (lordo) |
Nota: l'imponibile lordo va ridotto dei contributi previdenziali prima di applicare l'imposta. I valori sopra sono indicativi al lordo dei contributi.
Due professionisti con €30.000 di fatturato e Gestione Separata INPS (26,07%), aliquota 15%:
Con lo stesso fatturato, il ristoratore (coeff. 40%) ha un netto superiore al consulente (coeff. 78%) perché il coefficiente basso riduce anche i contributi INPS calcolati sull'imponibile. Ma il confronto è più complesso se si considerano le spese reali che il ristoratore sostiene (materie prime, personale).
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⚖️ Calcola una stima gratis →No. È stabilito dalla legge in base al codice ATECO della tua attività. Non puoi sceglierlo liberamente. Puoi cambiarlo solo cambiando attività, con variazione del codice ATECO in partita IVA.
Se eserciti più attività con codici ATECO diversi, in linea generale si applicano i rispettivi coefficienti ai ricavi di ciascuna. La gestione può variare: consulta il commercialista per il caso specifico.
I coefficienti sono stabiliti dalla Legge 190/2014, Allegato 4, e sono rimasti stabili negli ultimi anni. Non vengono modificati ogni anno, ma è sempre consigliabile verificare la normativa vigente.
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